andiamo in una spiaggia selvaggia

Riserva del Borsacchio

Spiaggia, ombrelloni, lettino, un bel cocktail per combattere l’afa. Sì, è bello rilassarsi ascoltando il rumore del mare, fare castelli di sabbia con i propri figli, leggere un bel saggio all’ombra. Una giornata come tante altre nella vostra settimana di vacanza.

Oggi però andiamo a fare qualcosa di alternativo.

Possiamo benissimo dividere la giornata in due. Ci svegliamo come sempre con calma, siamo in vacanza, almeno qui! Facciamo la nostra bella colazione e poi andiamo in spiaggia. La nostra è attrezzata, c’è tutto quello che vogliamo: bar, giochi per bambini, ombrellone, lettino, docce.

Oggi però andiamo in una spiaggia selvaggia, molto vicina. Non c’è bisogno di prendere l’auto, possiamo scegliere se andare a piedi, in bici o addirittura in canoa (quest’ultima opzione è più indicata per una coppia).

La spiaggia dove andremo oggi è quella della Riserva del Borsacchio, una distesa di circa 3 chilometri immersa nella natura,  un’area che conserva tutti gli aspetti di integrità della costa sabbiosa abruzzese, con le sue dune embrionali di vegetazione alofita e tratti di macchia mediterranea, uno degli ultimi tratti del litorale abruzzese che conserva caratteri di integrità ambientale e paesaggistica, non ancora intaccati dal caotico sviluppo insediativo che ha interessato gran parte dei territori adriatici.


Lasciamo l’auto e usiamo le bici. Percorriamo tutto il lungomare fino al ex Mion Grand Hotel, poi giriamo a sinistra e attraversiamo l’ultimo sottovia e, una volta giunti sulla statale, torniamo per un tratto verso sud e, dopo 100 metri a destra, prendiamo via Accolle.

Lasciamo le nostre biciclette, ben incatenate, nel grande parcheggio che troviamo sulla nostra strada e, a piedi, raggiungiamo il sentiero per la Fontana dell’Accolle. Dopo un breve tratto asfaltato, a destra, inizia un sentiero. Non occorrono scarpe da trekking, bastano quelle da tennis, purché non lisce. Dall’imbocco del sentiero, in circa 20 minuti a passo regolare, si arriva in un luogo suggestivo, antico: è la fontana dell’accolle.

Qui non c’è nessuna comodità, ma per una mattina sperimenteremo un’acqua più limpida e, se siamo fortunati, incontreremo una delle tante specie che “abitano” nella riserva. Se dovessimo andare a piedi potremmo impiegare circa 30/40 minuti per raggiungerla mentre, se andassimo in bici (da quest’anno è possibile grazie alla realizzazione della nuova pista ciclabile che attraversa la riserva) dimezzeremmo i tempi. Sicuramente la canoa è l’ipotesi più suggestiva – si può affittare in più di uno stabilimento – perché ti permette ti vivere il mare a 360 gradi e, perché no, di fare un po’ di attività sportiva.

Torneremo a pranzo in albergo, poi un piccolo riposino e, alle 3, usciamo di nuovo.




Al bivio di Fonte Fredda tornerete al punto di partenza, Fonte Vetica. L’escursione durerà 5 ore e mezza più o meno. Sarete molto stanchi e, prima di tornare al mare, vi consiglio una sosta al ristorante “Mucciante”, lì vicino, dove ci sono ad aspettarvi diverse fornacelle sulle quali cucinare gli arrosticini che potrete acquistare al ristorante, e magari accompagnarli con una bella birretta. Per il ritorno vi consiglio di fare un’altra strada, con più curve ma decisamente più bella. Seguite le indicazioni per Castel del Monte, per poi girare al primo bivio a sinistra sulla strada provinciale 37 verso Rigopiano: passerete dentro un bellissimo bosco, poi girerete al bivio sulla sinistra che vi condurrà al borgo di Castelli e, da qui, tornerete sulla spiaggia, per un bel tuffo in mare.

Documenti datati 1819 si riferiscono a lavori di ristrutturazione effettuati sulla Fontana che dunque deve essere più antica. Il lavatoio, coperto con volta a cielo di carrozza, è una semplice costruzione parallelepipeda sul cui fronte si aprono tre arcate a tutto sesto ricoperte da folta e rigogliosa vegetazione.

All’interno del lavatoio si trova una lunga vasca in pietra dove le donne di Montepagano, tempo fa, facevano il bucato.

La Fontana, per mezzo di una vasca scoperta, fungeva anche da abbeveratoio. Da qui si ammira un panorama meraviglioso, che spazia da Giulianova (e anche oltre) fino a Roseto nord, dove si riconosce benissimo la collina con i suoi calanchi. Qui è bellissimo aspettare il tramonto, non ve ne pentirete!

Ci sono anche alcuni tavolini dove mangiare un panino e bere qualcosa – ovviamente è assodato che abbiamo tutto con noi nello zaino. Scendiamo per lo stesso percorso e torniamo in hotel per gustare la nostra cena.

Vi assicuro, passeremo una giornata diversa ma che ricorderemo a lungo.

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